Makoto Ju Jitsu — MMA

Safe
guarding

Safeguarding FIJLKAM

La federazione. Da usare se la segnalazione riguarda la scuola stessa, o se preferisci rivolgerti a qualcuno di esterno.

Il nostro impegno

Alla Makoto ci si allena a ogni età: bambini, ragazzi e adulti. Le arti marziali sono uno sport di contatto — ci si tocca, si sta vicini, l'istruttore corregge la posizione mettendo le mani addosso all'allievo. È normale, ed è parte di come si insegna.

Proprio perché è normale, le regole devono essere chiare. Questa pagina dice come ci si comporta nella nostra palestra, cosa non è mai accettabile, e a chi si può parlare se qualcosa non va — compreso il caso in cui a non andare sia il comportamento di un istruttore.

Vale per tutti, non solo per i più piccoli. Un adulto che subisce una prepotenza ha esattamente le stesse strade di un ragazzino, e questa pagina è anche sua.

Nessuno alla Makoto perde niente a segnalare un problema. Chi segnala in buona fede viene ascoltato, protetto e non subisce conseguenze, anche se poi dovesse risultare che si era sbagliato.

A chi parlare

Del safeguarding alla Makoto si occupa Sofia Falcone.

Telefono: 338 142 6600. Email: safeguardingmakoto1@gmail.com. Oppure di persona in palestra, chiedendo di lei.

Si può parlare di qualsiasi cosa riguardi il benessere di chi frequenta la palestra: un comportamento che ha messo a disagio, una frase di troppo, un contatto che non sembrava necessario, un episodio negli spogliatoi, o anche solo un dubbio. Vale per i minori e per gli adulti allo stesso modo.

Se la segnalazione riguarda proprio chi se ne occupa, o se per qualsiasi motivo non ci si sente di parlarne con lei, si può scrivere direttamente al maestro, oppure alla federazione a cui la scuola è affiliata.

Non serve un motivo grave per chiedere di parlare. Chiedere e basta va bene.

C'è anche un modulo scritto, qui sotto, per chi preferisce mettere le cose nero su bianco invece di raccontarle a voce.

Come ci comportiamo

Il contatto serve a insegnare, non ad altro. L'istruttore tocca l'allievo per correggere una posizione, per assisterlo in una tecnica o per la sua sicurezza. Lo fa spiegando cosa sta facendo, e smette se l'allievo lo chiede.

Mai da soli con un allievo minorenne. Le lezioni e gli allenamenti si svolgono in spazi visibili e con almeno un altro adulto presente. Se un ragazzo ha bisogno di parlare a quattro occhi, lo si fa in un posto dove si è visti, anche se non si è sentiti.

Gli spogliatoi sono degli allievi. Gli adulti non entrano negli spogliatoi dei minori se non per un'emergenza, e in quel caso mai da soli. Nessuno fa foto o video negli spogliatoi, per nessun motivo.

Le foto si fanno con il permesso. Le immagini degli allenamenti e delle gare si pubblicano solo con il consenso scritto di chi esercita la responsabilità genitoriale, e quel consenso si può ritirare in qualunque momento, senza spiegazioni.

I messaggi passano dai genitori. Gli istruttori non tengono conversazioni private sui social o in chat con allievi minorenni: le comunicazioni passano dai genitori o dai canali della scuola.

Il livello di intensità lo decide chi insegna, non l'orgoglio. Nessun allievo viene messo in un confronto sproporzionato per età, peso o esperienza. «Reggere» non è un valore che insegniamo.

Le parole contano quanto le mani. Umiliazioni, soprannomi sul corpo, urla come metodo, punizioni fisiche: non si usano. Un allenamento duro è un'altra cosa, e la differenza la sente subito chi la riceve.

Cosa succede dopo una segnalazione

Ti ascoltiamo, e mettiamo per iscritto quello che ci hai detto. Senza farti ripetere la storia a più persone del necessario.

Se c'è un rischio immediato per qualcuno, quel rischio si toglie subito, prima di qualsiasi accertamento — anche sospendendo in via cautelare chi è coinvolto. Sospendere non vuol dire aver deciso che è colpevole: vuol dire che l'accertamento si fa senza lasciare nessuno esposto nel frattempo.

Se il fatto può essere un reato, non ce lo teniamo. Ci si rivolge alle autorità. Non è la scuola a decidere se un reato è stato commesso, e fingere di poterlo fare sarebbe il modo di coprirlo.

Chi ha segnalato viene informato di come è finita, per quanto è possibile dirlo senza violare la riservatezza di altre persone.

Quello che ci racconti resta fra chi deve saperlo. Non gira in palestra, non gira nelle chat dei genitori.

Chi insegna alla Makoto

Chi lavora o collabora con la scuola a contatto con i minori è tenuto a presentare il certificato del casellario giudiziale previsto dalla legge per chi svolge attività con minori, e a rinnovarlo secondo le scadenze richieste.

Ogni istruttore e ogni collaboratore conosce questa pagina e si impegna per iscritto a rispettarla. Non è una formalità: chi non se la sente di lavorare così non insegna qui.

Questa pagina viene riletta almeno una volta l'anno, e ogni volta che succede qualcosa che ci insegna che era scritta male.

Il modulo per segnalare

Se preferisci mettere le cose per iscritto invece di raccontarle, questo è il modulo. Si compila e si consegna a mano in palestra, oppure si manda all’indirizzo qui sopra.

Scarica il modulo (PDF)